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Spazio e tempo

Dosi, Antonietta

Quasar - 1992

Nel v. l’organizzazione di spazio e tempo nell’antica Roma, partendo dall’analisi del significato dei due concetti. Il mondo romano divideva lo spazio e il tempo rispettivamente in: 'aevum', cioè eterno e proprio degli dei, e 'tempus', cioè diviso e vissuto dagli uomini. L’organizzazione dello spazio del popolo era divisa in: 'ager romanus', il territorio di Roma e spazio politico-giuridico, lo spazio urbano, e poi quello sacro, ludico, civico e privato, 'ager privatus'. A Roma il tempo fu per la prima volta organizzato dal re Numa Pompilio, che modificò il calendario lunare aggiungendo i mesi di gennaio e febbraio, ma riforma più importante fu quella attuata da Giulio Cesare. Gli A. descrivono nel v. la storia degli orologi solari, di quelli idraulici che si diffusero a Roma, e la differenza tra i giorni nefasti e fasti, festi e protesti; descrivono infine la vita degli uomini romani dalla nascita fino alla morte, i presagi e le superstizioni praticati nel corso dei secoli.
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