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Satire

Iuvenalis, Decimus Iunius

Garzanti - 1996

Vissuto a cavallo del primo e del secondo secolo d.C., contemporaneo di Marziale, Giovenale è considerato da Concetto Marchesi "l'unico vero poeta sociale dell'antichità romana", perché "nella sua poesia si sentono già voci roventi di protesta contro le iniquità delle umane fortune", e non si peritava di paragonarlo ai "mistici della disciplina morale", che non molto più tardi si armarono degli stessi suoi argomenti nella polemica antipagana dell'apologismo cristiano. Certo, l'affresco che il poeta, con la sua scrittura affannosa, rotta, tutta squarciata di violenti chiaroscuri, allusiva e nondimeno così precisa, ci propone del suo tempo, è fortemente viziato da un'irritata, abnorme deformazione della realtà.